Agronomia

La cima pazza del mais

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La cosiddetta “cima pazza” o peronospora del mais è una malattia fungina segnalata occasionalmente negli Stati Uniti, in particolare dopo primavere caratterizzate da intense piogge. Ne sono stati riportati casi anche in Europa, pur non essendo considerata una patologia di rilievo.

Cause della cima pazza del mais

L’agente che causa questa malattia è il fungo Sclerospora macrospora, diffuso negli areali di coltivazione a clima temperato o temperato caldo. Il fungo si conserva come spore nel terreno o nei tessuti di altre piante infette, come graminacee, sia coltivate, come frumento, orzo, avena o riso, sia spontanee e infestanti. L’infezione è possibile in condizioni di prolungato ristagno idrico.

Una volta entrato nell’ospite, il fungo invade i tessuti e può svilupparsi in tutti gli organi della pianta. Dagli stomi fuoriescono nuove spore che danno origine a successivi cicli di infezione se le condizioni sono favorevoli. La malattia si sviluppa principalmente quando le colture rimangono sommerse appena dopo la semina o comunque fino allo stadio di 4-5 foglie. Una sommersione di 24-48 ore è sufficiente per consentire l’infezione.

Sintomi e gestione della cima pazza del mais

Di solito sono colpite solo alcune piante ai margini dell’appezzamento, dove il ristagno è stato maggiore o in presenza di più erbe infestanti. I sintomi variano notevolmente in funzione del momento di infezione e del grado di attacco dell’ospite.

In genere, i primi sintomi sono rappresentati da un abbondante accestimento con accorciamento degli internodi. Le foglie delle piante di mais più colpite si presentano strette, nastriformi e possono mostrare strisce clorotiche. Inoltre, queste piante sono più piccole e mostrano sintomi di nanismo.

Il sintomo più caratteristico è comunque a carico dell’infiorescenza maschile che si trasforma in una massa di strutture fogliari chiamata appunto “cima pazza”. La sostituzione delle foglie all’infiorescenza si può verificare anche nell’infiorescenza femminile.

In linea di massima, il fenomeno della “cima pazza” nel mais non è considerato economicamente dannoso,  essendo quasi sempre localizzato in alcune aree più umide o nei bordi del campo.

L’insorgenza di questo patogeno può essere gestita efficacemente con le normali pratiche colturali, migliorando il drenaggio e gestendo correttamente le erbe infestanti, che possono essere fonte di infezione da parte del patogeno. Anche l’asportazione dei residui colturali infetti ridurrà l’inoculo nelle stagioni successive.