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Il pomodoro (Solanum lycopersicum) è una delle colture orticole più diffuse e redditizie a livello globale, ma è anche soggetto a numerose minacce fitosanitarie. Tra le avversità che compromettono la produzione figurano: insetti, funghi, batteri e parassiti del suolo, tutti in grado di ridurre significativamente la resa e la qualità del raccolto. Una gestione efficace di queste avversità è essenziale per garantire una produzione sostenibile e redditizia, soprattutto alla luce delle attuali sfide climatiche e normative in materia di difesa delle colture.
Tra i fitoparassiti più insidiosi che colpiscono il pomodoro spiccano i nematodi galligeni. Questi organismi acquatici obbligati, invisibili a occhio nudo, infestano l’apparato radicale della pianta, causando la formazione di galle che compromettono l’assorbimento di acqua e nutrienti. La loro presenza nei terreni coltivati può portare a un rapido declino della produttività, rendendo necessario un approccio integrato per il loro controllo.
In questo articolo, Corteva Agriscience, fornisce una panoramica di questi parassiti, illustrando le strategie più efficaci per la loro gestione e presentando la presentando una soluzione specifica per il controllo dei nematodi galligeni.
Importante ingrossamento della radice di pomodoro, legato a una elevata carica nematica.
I nematodi galligeni, appartenenti al genere Meloidogyne, sono microrganismi che infestano le radici di numerose piante coltivate, tra cui il pomodoro. Si muovono in sottili pellicole d’acqua attraverso la struttura del terreno, alla ricerca delle radici delle piante ospiti. La loro presenza nel terreno rappresenta una delle principali minacce per l'agricoltura, a causa della loro capacità di compromettere seriamente la salute e la produttività delle colture.
Immagine al microscopio di un nematode
Questi nematodi presentano un marcato dimorfismo sessuale: a seconda del genere, o la specie, la femmina può avere forme diverse, mentre i maschi sono vermiformi e possono muoversi liberamente nel terreno. Il ciclo vitale inizia con le uova, da cui emergono le larve di secondo stadio, le uniche mobili e infettive. Nel caso specifico dei nematodi cisticoli, che sono diversi dai nematodi galligeni, le uova all'interno delle cisti possono sopravvivere più di 30 anni nel terreno, finché gli essudati radicali di una pianta ospite non innescano la schiusa.
Le larve penetrano nelle radici attraverso l'apice radicale e migrano verso il cilindro centrale, dove si insediano e si nutrono, inducendo la formazione di cellule giganti. La reazione della pianta porta alla formazione di galle visibili sulle radici. In condizioni ambientali favorevoli, con temperature tra 25°C e 30°C, il ciclo biologico può completarsi in circa 25-30 giorni con 4 mute, prima di diventare adulti, permettendo la realizzazione di diverse generazioni all'anno.
Dettaglio di galle prodotte sulla radice di pomodoro (altissima incidenza dei sintomi)
Dettaglio di galle prodotte sulla radice di pomodoro (medio-alta incidenza dei sintomi)
L'infestazione da nematodi galligeni (Meloidogyne spp.) nelle piante di pomodoro si manifesta attraverso una serie di sintomi, sia a livello radicale che nella parte epigea della pianta.
Il segno distintivo dell'infestazione è la formazione di galle sulle radici, che possono variare in dimensioni, da pochi millimetri a diversi centimetri. Queste protuberanze sono il risultato dell'iperplasia e dell'ipertrofia delle cellule radicali, indotte dall'attività dei nematodi. Le galle compromettono la funzionalità dell'apparato radicale, riducendo l'efficienza nell'assorbimento di acqua e nutrienti.
Sintomi radicali legati all'infestazione da nematodi galligeni
Le piante di pomodoro infette mostrano una crescita stentata, ingiallimento delle foglie (clorosi) e appassimento, soprattutto nelle ore più calde della giornata. Questi sintomi sono spesso confusi con carenze nutrizionali o stress idrico, rendendo difficile una diagnosi tempestiva. Inoltre, le piante infestate possono presentare una maggiore suscettibilità ad altri patogeni, come funghi del genere Fusarium e Verticillium, a causa delle lesioni radicali che facilitano l'ingresso di questi organismi.
I nematodi galligeni sono ampiamente diffusi in Italia, causando danni significativi a diverse colture, tra cui solanacee (pomodoro, peperone, melanzana, patata), cucurbitacee (cetriolo, zucca, zucchino, anguria, melone), leguminose (fagiolo, fagiolino, pisello), ombrellifere (sedano, finocchio, prezzemolo, carota), lamiacee (basilico), composite (lattuga, radicchio, insalate), chenopodiacee (spinacio, bietola), drupacee (pesco, albicocco), vitacee (vite), rosacee (fragola, rosa), cariofillacee (garofano), rutacee (agrumi) e actinidiacee (actinidia).
Le condizioni ambientali ottimali per il loro sviluppo comprendono temperature comprese tra 25°C e 30°C e un'elevata umidità del suolo.
Sulle colture ortive le prime infestazioni, che sono correlate alle temperature, iniziano tipicamente a metà marzo-inizio aprile, intensificandosi tra giugno e ottobre, con un picco di presenza tra maggio e settembre. Durante i mesi invernali, le uova entrano in uno stato di quiescenza, mentre le larve possono migrare in profondità nel terreno, fino a 70-80 cm, rendendo difficile la loro rilevazione.
I terreni leggeri e sabbiosi, spesso presenti nelle aree costiere, umidi e con scarsa presenza di sostanza organica, favoriscono lo sviluppo e la loro diffusione. La loro mobilità è limitata, ma possono essere trasportati attraverso il drenaggio, le lavorazioni agricole o dall'uomo.
La gestione efficace dei nematodi galligeni nelle coltivazioni di pomodoro richiede un approccio integrato che combina pratiche agronomiche preventive e l'uso di nematocidi specifici.
Una delle strategie fondamentali per ridurre la pressione dei nematodi nel suolo è la rotazione colturale. Alternare il pomodoro con colture non ospiti dei nematodi galligeni può interrompere il ciclo vitale del parassita, riducendo progressivamente la carica nematica nel terreno. È consigliabile pianificare rotazioni con varietà di pomodoro tolleranti all'infestazione, adattando le scelte colturali alle specifiche condizioni agronomiche e climatiche della zona.
Per un controllo diretto ed efficace dei nematodi galligeni, Corteva Agriscience distribuisce Abamax®, un nematocida registrato per l'uso su orticole in serra permanente, incluso il pomodoro. Questo prodotto si distingue per:
L'integrazione di Abamax® in programmi di gestione integrata delle colture offre agli agricoltori uno strumento efficace per il controllo di questi parassiti, contribuendo a mantenere la salute del suolo e la produttività delle piante di pomodoro.
Nuove tecnologie Corteva per il controllo dei nematodi galligeni su pomodoro e su altre colture orticole sono attualmente in corso di valutazione in Italia e in Europa, incluso l'innovativo principio attivo Reklemel™ active.
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